GIOVANNI SGRÒ (fondatore della Filef Australia) NEL RICORDO DEL SENATORE FRANCESCO GIACOBBE

Giovanni Sgrò (al centro) insieme ad altri componenti della Filef Australia, durante la Conferenza nazionale dell'Emigrazione del 1975

di Francesco Giacobbe

Ho voluto rendere “un tributo ad un italiano di grande valore, recentemente scomparso in Australia, Giovanni Sgró”, il senatore PD Francesco Giacobbe, che proprio in Australia è stato eletto.
“L’operaio, il difensore dei più deboli, dei diritti dei lavoratori, della comunità italiana”: così Giacobbe ha definito l’onorevole Giovanni Sgró, fra l’altro tra i fondatori della FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie), intervenendo ieri, 3 aprile, in Aula a Palazzo Madama.
“Giovanni Sgró nacque nel 1931 ed emigrò in Australia nel 1952 assieme a migliaia di persone che partivano alla ricerca di un futuro migliore”, ha esordito il senatore Giacobbe. “Al suo arrivo Giovanni fu destinato al campo di accoglienza immigrati di Bonegilla, nell’entroterra dell’Australia. Di giorno il lavoro, di sera il ritorno al campo, una situazione drammatica, spesso non raccontata da nessuno. Nella zona dove era situato il campo di accoglienza scarseggiavano i posti di lavoro e spesso quanti avevano la fortuna di averne uno dovevano accettare condizioni dure. Giovanni, che fin da giovanissimo era impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori, non accettò questa sorte e fu tra gli organizzatori di una manifestazione, una vera a propria sommossa, che fece diventare Bonegilla un simbolo della storia dell’immigrazione in Australia”.
“Giovanni”, ha spiegato Giacobbe ai colleghi senatori, “era un operaio, lavoratore indomito e a Melbourne, dove si spostò da Bonegilla, lavorò come imbianchino e decoratore, continuando il suo impegno a favore dei più deboli che lo vide protagonista di numerose battaglie nel movimento sindacale australiano, nel partito laburista, nella comunità italo-australiana e, in particolare, nelle associazioni di tutela degli italiani”.
“Nel 1972 fondò assieme ad altri connazionali la FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie) di cui fu eletto presidente”, ha proseguito il senatore PD. “Ma è nel 1979 che Giovanni diventa protagonista di un’altra pagina importante della storia australiana quando viene eletto, per il partito laburista nel seggio uninominale di Melbourne North, nel Legislative Council dello stato del Victoria, la Camera Alta, equivalente del nostro Senato”.
Come ha evidenziato Giacobbe, Sgrò fu “il primo italiano immigrato mai eletto nel Legislative Council, dove Giovanni fece il suo primo discorso, il cosiddetto maiden speech, in italiano. Ciò fu anche possibile grazie ai cambiamenti introdotti qualche anno prima dal Governo laburista di Gough Whitlam: il principio del multiculturalismo che incoraggiava i processi di integrazione e rendeva possibile la partecipazione attiva di tanti immigrati di valore alla vita pubblica del Paese”.
Giovanni Sgrò “fu un grande sostenitore e promotore della società multiculturale in parlamento, dove fu rieletto fino al 1992 quando decise di ritirarsi, e nella comunità”. Sempre nel parlamento “Giovanni ricoprì numerosi incarichi di responsabilità fra cui presidente di varie Commissioni e vicepresidente dell’Assemblea dal 1984 al 1989, il primo immigrato a ricoprire questa prestigiosa carica”.
“La storia personale di Giovanni Sgrò interpreta la storia dell’emigrazione italiana del dopoguerra”, ha osservato Francesco Giacobbe, “e rappresenta un esempio originale d’integrazione e allo stesso tempo di riconoscimento dell’identità degli immigrati in Australia. Un contributo fattivo e significativo alla costruzione della società multiculturale australiana”.
“Certamente l’impegno di Giovanni è stato anche il frutto di tanti sacrifici personali e familiari”, sottolineato il senatore PD, che ha poi citato le parole di Sgrò in una delle sue ultime interviste al giornale in lingua italiana di Melbourne Il Globo: “Sono orgoglioso della mia vita e di quanto sia riuscito a realizzare. A livello personale ho una splendida moglie e tre bellissime figlie, che purtroppo sono cresciute senza un padre, poiché io ero sempre impegnato in riunioni ed incontri con i miei elettori. Ora posso finalmente dedicarmi ai miei otto nipotini”.
Interpretando il pensiero di tutti i senatori, Giacobbe ha espresso “sentite condoglianze alla signora Anne, alle figlie Carla, Silvana e Luisa, ai nipotini e alla famiglia tutta” di Sgrò.
“Giovanni Sgrò è stato protagonista di una vicenda di emigrazione, riscatto ed integrazione che è divenuta un emblema ed un esempio per generazioni di italiani in Italia e nel mondo”, ha concluso Giacobbe, per il quale “queste sono storie che dovremmo ricordare ed insegnare nelle nostre scuole”

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